...lei disse:"non di quella morte voglio morire,ma per mano tua e tra le tue braccia."
erano fiamma gli occhi e abisso le labbra in preghiera le mani nella gola deserto
lui era incantatore di serpenti e cacciatore di teste ma in lei trovava Tenerezza.
le disse:"ti salverò con un pezzo del mio cuore, domani all'alba te lo metterò nel petto. avrai giorni ancora e più lieve il
oppure: "ti lapiderò con pietre di mare finché sarai terra su terra. E
nel giardino del tuo grembo coltiverò le mie rose”
XVI. Paragone dei vincoli
Il più importante di tutti è quello di Venere, da specificare secondo il tipo d'amore: al cui equilibrio ed alla cui unità si rapporta in primo luogo e come più importante il vincolo d'odio; giacché nella misura in cui amiamo uno degli opposti o contrari secondo genere, nella stessa misura odiamo e disprezziamo l'altro. Questi due sentimenti, ma insomma quell'unico sentimento che è l'amore, nella cui sostanza è incluso anche l'odio, domina in tutti, anzi sopra tutti e li attiva, indirizza, regola e governa. Questo vincolo dissolve tutti gli altri vincoli, sicché sotto la sua costrizione i viventi di sesso femminile non tollerano le altre femmine e i maschi i rivali dello stesso sesso; trascurano cibi, bevande e talvolta la stessa vita e neppur vinti rinunciano, anzi schiacciati dai più forti più ancora li incalzano e non temono piogge né geli. Partendo da considerazioni di questo genere, Aristippo indicò il sommo bene nel piacere del corpo e in particolare in quello venereo, ma a lui si parava dinanzi agli occhi, per suggestione del personale temperamento, un uomo più fermo [di quello che è]. Resta vero comunque che un fascinatore abbastanza vivace e sagace, partendo da ciò che ama e odia il destinatario del suo legame o del suo vincolo, si spiana la strada ai vincoli di altre passioni: poiché realmente l'amore è vincolo dei vincoli.
Giordano Bruno *De vinculis in genere* 1591





Andiamo, andiamo disperatamente
ancora insieme nella notte fonda
e lieve e vellutata dell'estate.
S.Penna

Di nuove parole sono affamata.
Parole come musiche sottili
e l'anima ho dannata, sconsolata.
Argino facili parole vili.
Dalla terra dei libri sto esiliata,
tesi labirintica Arianna i fili
attorcigliati m'han cinto la gola.
It is easy to work when the soul is at play -
But when the soul is in pain -
The hearing him put his playthings up
Makes work difficult - then -
It is simple, to ache in the Bone, or the Rind -
But Gimblets - among the nerve -
Mangle daintier - terribler -
Like a Panther in the Glove -
Emily Dickinson - J244 (1861)

Facile l'opera quando l'anima gioca -
Ma quando l'anima è in pena -
Udirla riporre i giocattoli -
Allora - rende il lavoro difficile -
Semplice aver male all' Osso, o sulla Pelle -
Ma Succhielli - tra i nervi -
Straziano in modo più squisito - terribile -
Come una Pantera nel Guanto -
trad. A.Seri

S'alza lo scarto dell'andar degli anni
è crudo lì aperto, esposto ad ogni sguardo.
Tutti possono toccarlo, se vogliono.
Ma, per molti, lo scarto è solo un resto,
è avanzo per cani.
Perché ascoltare chi fa del suo cuore scempio?
'E intollerabile l'assensoFlowers
There's another skin inside my skin
that gathers to your touch, a lake to the light;
that looses its memory, its lost language
into your tongue,
erasing me into newness.
Just when the body thinks it knows
the ways of knowing itself,
this second skin continues to answer.
In the street - café chairs abandoned
on terraces; market stalls emptied
of their solid light,
though pavement still breathes
summer grapes and peaches.
Like the light of anything that grows
from this newly-turned earth,
every tip of me gathers under your touch,
wind wrapping my dress around our legs,
your shirt twisting to flowers in my fists.
Anne Michaels

Fiori
C’è un’altra pelle dentro la mia pelle
che si increspa al tuo tocco, un lago di luce;
che scioglie la sua memoria,il suo linguaggio perduto
nella tua lingua,
che mi leviga al nuovo.
Proprio quando il corpo pensa di conoscere
le vie della conoscenza di sé,
la seconda pelle continua a rispondere.
Per la strada- le sedie dei caffè abbandonate
sulle terrazze; i chioschi del mercato vuotati
della loro luce solida,
anche se il selciato alita ancora
uva estiva e pesche.
Come la luce di ogni cosa che cresce
da questa terra vangata di nuovo,
ogni apice in me s’increspa sotto il tuo tocco,
mentre il vento ci avvolge il mio vestito alle gambe,
e la tua camicia si torce in fiori nel mio pugno.
traduzione di Francesca Romana Paci
